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In questi giorni cupi non riesco a non pensare al fatto che siamo governati da persone viscide, vigliacche, indecenti, persone schifose e vendute che pensano solo ai loro interessi rubando e seminando la paura nel loro popolo, che coltivano la censura e il silenzio, che nascondono e complottano per tenere alla larga dalla giustizia mafiosi e delinquenti, persone che fanno soffiate alla mafia per ammazzare giudici scomodi, persone corrotte e senza la benché minima etica.
Però non posso fare a meno di pensare anche a tutti i momenti travagliati e ai momenti gloriosi del nostro paese, alcuni li abbiamo superati e altri no, e a tutte quelle incredibili persone che per il nostro paese hanno perso la vita e continueranno a farlo.
I nostri Partigiani che hanno combattuto e hanno sacrificato la loro vita per donarci una libertà preziosissima ma ignorata dalla società moderna, i nostri Padri Costituenti che hanno scritto una meravigliosa costituzione in difesa di quella stessa libertà guadagnata col sangue e che in questi anni sta venendo ripetutamente violentata da persone talmente ignobili che non dovrebbero neanche permettersi di nominarla, tutti coloro che combattono ogni singolo giorno contro la mafia DA SOLI, COMPLETAMENTE ABBANDONATI DALLO STATO rischiando la propria vita e quella delle proprie famiglie, giudici, magistrati, poliziotti e cittadini, mi vengono in mente gli anni di piombo, le stragi di mafia, le terribili stragi di Bologna e di Piazza Fontana, i nostri giornalisti scomodi morti ammazzati perché non parlassero di verità che ancora oggi aspettiamo di sentire, Peppino Impastato che alla lotta alla mafia ha dedicato la sua vita fino a che non è stato ucciso, i giudici Falcone e Borsellino che nonostante fossero consapevoli che sarebbero stati ammazzati hanno continuato il loro lavoro senza mai fermarsi fino a quando sono stati fatti saltare in aria con le loro scorte, giornalisti come Walter Tobagi che rifiutò la scorta “per non far ammazzare altre persone quando cercheranno di ammazzare me”. Ce ne sono mille altri..
Questa è l’Italia vera, QUESTI SONO I NOSTRI EROI, NON MANGANO, questa è l’Italia da rispettare, questa è la storia del nostro paese, non dimenticatela e non violentatela come fanno oggi i nostri politici e forse riusciremo ad avere un futuro migliore per noi e per i nostri figli.
Prendetevi qualche minuto del vostro tempo e approfondite la nostra storia, secondo me è dovuto a un paese che ci ha dato tanto, che ha sofferto tanto, che continua a soffrire e che con davvero poco impegno da parte di tutti potrebbe tornare a farci sentire sul viso quel tepore che solo un sole primaverile splendente di libertà può farci sentire.
Insieme, con una forte dose di volontà e sacrificio le cose si cambiano veramente, certo, ci vogliono anche le palle per farlo..
MS
“Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell’esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell’amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere”
Giovanni Falcone
Parlate! Comunicate! Confrontatevi perchè il confronto è il sangue della democrazia, non dobbiamo avere tutti le stesse idee ma dobbiamo TUTTI essere liberi di esprimerle di qualunque natura esse siano, anche le più spregevoli. Magari così facendo riuscirete anche a far cambiare punto di vista agli altri interlocutori :)
Buon anno nuovo ragazzi!
Marco

Non si può sempre usare parole proprie, specialmente se chi scrive lo fa per diletto come me e non per professione... Quindi sta volta vorrei farvi leggere un pezzo di un articolo di Marco Travaglio tratto da "Il Fatto Quotidiano" (al quale io sono abbonato) diretto da Padellaro e sul quale in prima pagina (e non solo) scrive sempre travaglio e altri giornalisti veri come lo stesso Padellaro, Gomez, Corrias, Lillo, Flores d'Arcais, Telese e molti altri (questi in particolare li ho citati perchè mi piacciono molto) del 16 dicembre. Buona lettura...
Chi teme una svolta repressiva può stare sereno anche perché abbiamo alla Camera un formidabile difensore della democrazia, furibondo col ministro dell’Interno che vuole limitare “le manifestazioni pubbliche”. Esprime “profonda insoddisfazione per la risposta del ministro ” che “potrebbe determinare la chiusura del confronto democratico”, “accumula tensione a tensione” e ”provoca un braccio di ferro, un susseguirsi di sfide e controsfide… Non è certo con questi provvedimenti che si affronta la gravità dell’ordine pubblico. Anzi, in questo modo si accentuano gli elementi negativi”. “Non posso – prosegue il descamisado – non contestare le direttive impartite alle forze dell’ordine: un preventivo attacco contro chiunque si avvicinasse alla piazza, da cui sono derivate aggressioni a cittadini per nulla organizzati né violenti, che a loro volta hanno innescato un meccanismo pericoloso, grave e drammatico... E’ la direttiva alle forze dell’ordine che va nettamente contestata e condannata”. Il disegno, secondo il nostro tupamaro, è chiaro: “Da parte di ben determinati settori del potere si investono le forze dell’ordine cercando di determinare uno spostamento a destra, un riflusso verso una tendenza al rancore e allo scontro con i manifestanti… Un disegno di provocazione e rottura presente in settori politici della maggioranza” che “ci auguriamo sia solo un errore e non un disegno premeditato del governo. Da un lato è necessario un confronto parlamentare sulla questione e chiediamo il ritiro del decreto; dall’altro le forze democratiche giovanili debbono comprendere a quale pericolo di scontri e a quali trappole sono di fronte” per “sconfiggere il tentativo repressivo …in cui a repressione si aggiunge repressione…per spostare a destra l’opinione pubblica”. Il nostro paladino chiama a raccolta tutte “le forze non violente e democratiche” contro le “procedure del governo che ci lasciano sgomenti”, un autentico “tentativo di repressione indiscriminata” che può portare a “situazioni ancor più gravi” e richiede “uno sforzo da parte di un ampio arco di forze democratiche”. E’ in atto – denuncia – “uno sgretolamento dello Stato o un tentativo diretto a cambiare il volto dello stesso Stato uscito dalla resistenza, per edificarne uno che intrecci incapacità, disfacimento e repressione”. A parlare così alla Camera è l’on. Fabrizio Cicchitto. Purtroppo non ieri, ma il 13 maggio 1977 all’indomani della morte di Giorgiana Masi in una manifestazione radicale non autorizzata dal Viminale. E Cicchitto era deputato dell’estrema sinistra socialista, tre anni prima di incappucciarsi chez Licio, tessera P2 numero 2232.
Prendete il mio come un appello per il reclutamento, il futuro è affar nostro, non loro..
MS